La stampa a caratteri portatili

Cultori della tipografia, degustatori di ingegnosità, oggi vi rendo omaggio di una trovata eccezionale che renderà la tipografia da mobile a portatile. Ishac Bertran, designer con il pallino della tipografia, si è cimentato in una versione da viaggio della stampa a caratteri mobili.

Manualità e riciclo l’hanno fatta da padrone: ha riutilizzato un bastoni proveniente dall’Italia (tramite un regalo fatto da parte di un amico) ed alcuni pezzi di mogano avanzati da realizzazioni precedenti, barre di ottone e alcuni frammenti di rame. Il rullo inchiostratore è derivato da una testina di un lettore di musicassette.

Bertran specifica, che il procedimento e soprattutto la resa in stampa non ha le precisione e la definizione di un processo tipografico più complesso, ma ciò non toglie che lo strumento possa essere utilizzato, a mio avviso, in molteplici situazioni per dare qualcosa in più ad un lavoro, magari anche come la firma su una illustrazione o un manifesto.

L’articolo di riferimento si trova sul sito CORE77 (già mensionato in un articolo). Di seguito un video testimonianza dell’applicazione dello strumento. Buona visione

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Colour Hunter – alla ricerca della palette

Una delle fasi importanti della progettazione richiede uno studio accurato anche di una valida palette di colori. Averne una significa poter prevedere anche le fasi di stampa e via dicendo. Grazie alle risorse web, sono venuto a conoscenza di questo simpatico (gratuito ed utile) strumento di ricerca dei colori: colour hunter.

Come funziona? Ci sono due vie molto intuitive, la prima di ricerca testuale; ad esempio, ho fatto una ricerca col termine steampunk e mi sono usciti dei valori inerenti ad un database di immagini di riferimento. La seconda via, più specifica, prevede l’inserimento dell’URL di riferimento dell’immagine (ad esempio io ho caricato l’immagine in head di quest’articolo) ottenendo il seguente risultato.


É senza dubbio un piccolo strumento utile, che possiamo utilizzare per sbloccarci da un incartamento progettuale causato dall’ingenuo imbarazzo nell’uso del colore. Ovviamente non è la soluzione definitiva alla problematica, però è una facilitazione alla risoluzione. Da utilizzare con parsimonia e da prendere con le pinze, in quanto non sempre la ricerca è efficace (magari perché la foto di riferimento è troppo grande o perché ci sono molti colori); e poi c’è la limitazione a soli 5 colori. Insomma è solo da prendere come spunto, poi ognuno lo utilizza come meglio crede.

Per chi di voi fosse interessato tra l’altro all’immagine in head, è stata realizzata da Alex Beltechi – graphic designer –  del quale abbiamo anche un tutorial su PSDtuts+.