Sarà stato il freddo, oppure le due aste perse per 1 euro su ebay; oppure Skyrim che con le sue 350 ore di gioco hanno risucchiato il tempo libero. Comunque sia, dopo un bel pò di mesi, ritorno all’attivo nello scrivere. Ovviamente in questi mesi ho fatto ricerche, raccolto materiale e messo in cantiere  diverse cose che nell’anno saranno pubblicate da questo blog. Nel particolare mi rifaccio a quello che ho scritto in apertura: le due aste ebay. Ebbene ero alla ricerca della “graphos”, penna tecnica a serbatoio nata nel 1934 circa. Pelikan (una delle più importanti marche di strumenti per la calligrafia) fu l’apri-pista di queste penne tecniche, le quali “montavano” punte calligrafiche. Si, perchè la particolarità di questa tipologia di penna consiste nell’avere un manico/serbatoio, a punte intercambiabili (la comodità del classico pennino, con la praticità delle fountain-pen). La differenza con la versione Rotring (del 1978) consiste nella tipologia di punte, ovvero per il disegno tecnico.

A volte utilizzo il verbo al passato perchè queste penne non sono più in produzione, quindi l’unico modo per poterle ottenere è andare alla ricerca di qualche privato disposto a venderle. Nell’immagine sopra, potete notare la varietà di punte calligrafiche, poco meno le stesse in vendita per i pennini, e gli accessori per poter sfruttare al meglio la graphos, anche per i corsivi inglesi. Vi chiederete, come l’ho fatto anch’io prima di voi, se vale la pena acquistare uno strumento simile. La mia risposta è stata, non lo so. Sicuramente è uno strumento interessante sia per la calligrafia che per il disegno; avete a disposizione una vasta gamma di punte da disegno e calligrafiche (grazie anche al fatto che il sistema di aggancio della rotring e della pelikan sono identici, quindi potete usare un set misto di punte), la possibilità di utilizzare un inchiostro a vostra scelta con la comodità del serbatoio, senza dover attingere l’inchiostro tramite il “bagno” della punta nella boccetta di china (calamaio STYLE). Inoltre c’è da valutare che la fattura di queste penne è molto buona, basta un buon lavaggio (le cui istruzioni sono accuratamente assistite dal manuale) per ripristinare la fluidità. Quindi in definitiva il mio giudizio è stato favorevole all’acquisto (attualmente ne ho appena comprati 2 set).

Questo è quello che c’è da dire sulla carta; nella pratica c’è tutto da vedere, ed a tal proposito, aspetto che mi arrivino per poterle testare e recensire direttamente. In appendice vi segnalo la fonte dal quale ho preso le immagini, estilograficas.net nel particolare l’articolo di riferimento sulle graphos. Il sito spagnolo, è ricco di informazioni e documentazioni sulle stilografiche, nel particolare quelle di prestigio. Inutile dire che c’è da perdere la testa per la bellezza nella manifattura e nell’unicità di alcuni pezzi. Ovviamente parliamo di versioni di lusso, la cui utilità è prettamente estetica, ma anche l’occhio vuole la sua parte. E nel mentre, vi servo un altro blog (nel particolare l’articolo) che fa una carrellata di vecchie glorie scribane riesumate e rivitalizzate.

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