Metal TYPE? why not

Nell’era del digitale abbiamo acquisito la consapevolezza del fatto che è possibile fare molto, bene e rapidamente. Questo da un punto di vista generico, ma anche da uno professionale, parlando del “mestiere” di grafico. Il digitale ci da la possibilità di andare oltre, sperimentare, innovare; ma a dirla tutta quando arriva il momento della stampa, in molti casi, la delusione è cocente. Nel particolare mi soffermo sull’aspetto tipografico.
La digitalizzazione del processo creativo del font, ha dato vitalità alla nascita di nuovi caratteri, ma ne ha decretato una malattia o meglio un handicap che i tipofili sicuramente bestemmiano: la qualità. L’offset fa la sua parte per annullare ciò, ma quando si tratta di confrontare una pubblicazione standard fatta in tipografia tradizionale ed una standard passata in offset, beh la differenza è sostanziale.

Il perfetto passaggio dell’inchiostro dal metallo alla carta, la forma perfetta trasferita senza macchia sul foglio, il tutto contribuisce ad una luminosità e particolare bellezza della pagina. Potrebbero sembrare sciocchezze, ma sono uno dei tanti motivi per cui Russell Maret – designer newyorkese – ha deciso di investire in un progetto che porterà alla fusione in caratteri di metallo di una famiglia di font digitale. Nello specifico parliamo del carattere Gremolata e del Cancelleresca Milanese. Al font disegnato da Maret il Gremolata nel 2011. di cui è presente il roman, si accosta la Cancelleresca Milanese – carattere italico ispirato ad un carattere italiano che ha fatto la sua prima apparizione a Milano nel 1541, nei libri di Giovanni Antonio Castiglione; il carattere, figlio a sua volta di un’altro disegnato da Ludovico degli Arrighi, restituiva alla pagina una solidità dovuta ad una presenza di nero che Russell Maret ha limato, dandogli una luminosità che potete notare in uno scorcio di pagina fotografato. A seguire un’altra foto nella quale è possibile vedere  il Gremolata (roman e capitali).

Il progetto – pubblicato sul sito kickstarter.com – nasce dall’incontro con Micah Currier, stampatore e proprietario di una fonderia attiva, Dale Guild Type Foundry. Dalle immagini e dal video che ho visionato, mi sono innamorato del processo, ho notato una sorta di lastra per la fotoincisione, e poi giù di limature e interventi di precisione. A fine lavoro si notano dei lingotti/calchi tipografici, pronti per far nascere il carattere in metallo. L’intervento produrrà una serie dei sopracitati caratteri, ma resterà un’esclusiva per Maret (parlo solo dell’utilizzo di quei font); il progetto di 37.000 dollari però, consentirà alla Dale Guild di poter attivare un circuito di fusione dei caratteri digitali, ovviamente su commissione. Ma ben venga quando ci si attiva in quel verso.

Type is something that you can pick up
and hold in your hand – HARRY CARTER

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