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STUMP: prova calligrafica

STUMP project
handwriting sketch

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Zip&Gro’

zip&gro_foto ricordo

Una lattina di benzina per lo Zippo, un bottiglia di inchiostro, un imbuto e della carta. Da buon “completista bipolare”, tendo ad avere 2 di ogni oggetto. Nello specifico GR⍜G una bottiglia da 250 ml di BUFF PROOF INK ed una 250 ml di FULL METAL PAINT, rigorosamente MADE IN ITALY (facciamo un pò di protezionismo). Due latte vuote per ricaricare lo Zippo e un imbutino che assolve al suo ingegnoso compito. I supporti? Beh, una Fedrigoni Sirio Color Caffé 290 gr e una Fabriano Tiepolo Cotton 100% 290 gr.

lo_mbuto

Niente di più semplice: verso l’inchiostro nella latta, gli rimetto il tappo, shakero (ricordandomi di chiudere il becco per evitare di trasformare la casa in La Casa) e sono pronto. Quello di cui si ha bisogno è solo un pò di esercizio e di studio dello strumento (ma anche dei materiali non sarebbe male) e anche di una buona fluidità. Ritornando un attimo ai materiali, l’inchiostro ha un ruolo fondamentale: uno troppo fluido richiede velocità di esecuzione perchè basta poca pressione se non proprio l’inclinazione della latta a far scivolare giù millilitri su millilitri. Il bitume liquido è invece un buon “inchiostro” per questa tecnica. Lo si sente più a portata di gesto, e l’assorbimento su carta non è sempre assoluto – rimanendo sopra la carta restituisce un effetto lucido come inchiostro appena steso.

Buff Proof ink su Tiepolo

Il FULL METAL PAINT, come la maggior parte delle “vernici” metallizzate, ha una resa molto divertente. L’inchiostro rimarrà quasi sempre sopra la carta, mentre il medium verrà assorbito creando una sorta di ancoraggio alla carta, con un certo alone unto attorno al segno. Comunque un consiglio, evitate carta troppo assorbente e lasciate che l’inchiostro/bitume depositato si essicchi. Lavorate in piano, a meno che non volete sgocciolature.

Full Metal Paint su Sirio Color

Per più dettagli sul lavoro vi lascio il link http://bit.ly/PPUege della pagina Behance; in particolare vi lascio all’esplorazione della tecnica ricordandovi che non costa molto sia a livello di conoscenza che di tempo. Lo testimonia anche lo SCORE ↴

ZIPPO&GROGscore

Zip&Gro’

http://wp.me/s16uUr-zipgro

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Oil’s family – l’oro dei poveri

Umanizzare gli oggetti li rende più “facili” da riconoscere, e soprattutto ce li rende simpatici. Simpatia: “Inclinazione istintiva, che attrae una persona verso l’altra.”
Questo è stato l’incipit dell’idea di questo progetto, finalizzato per un’ eventuale mostra a tema, ma anche per una produzione di etichette limited edition.
Come rendere umana e simpatica una bottiglia di olio, per giunta vuota!? Il ragionamento è stato pressocché immediato: olio da cucina = grembiule da cucina. Nella progettazione di tale grembiule/etichetta ho tralasciato la fase di sketching per mettere mano direttamente al materiale e capire i pro/contro, ma prima di procedere vi mostro il materiale scelto per la realizzazione.

CARTA: Fabriano Murillo – avorio da 260 grFedrigoni Sirio Stardust – caffé da 290 gr
INCHIOSTRO: Winsor&Newton Calligraphic Ink – seppiaLiquitex Pro Acrylic Ink – bronzo ricco iridescente
ALTRO: Leonardt – GENERAL • Winsor&Newton – Pennello tascabile dal set Cotman per  bozzettisti • bisturi • piano quadrettato • stecca d’osso • riga da 1 m in alluminio, con gomma sotto.

Fatte le presentazioni, ora ci possiamo addentrare nella fase pratica. Il design del grembiule è stato realizzato direttamente su carta in scala 1:1 (talmente l’avevo pensata bene…). É caratterizatto da un colletto che sorregge il corpo dell’etichetta e da due braccia che si congiungono (ad incastro) e ancorano il tutto al corpo della bottiglia.
Di seguito uno schema fatto a posteriori.

Costruito lo scheletro, e testato, non rimane altro che iniziare la lavorazione del visual. Le due versioni differenziano di approccio, uno segnico l’altro calligrafico, entrambi accomunati dall’effetto texture. La versione su Fabriano Murillo presenta sul colletto una trama di linee oblique fatte con l’inchiostro calligrafico seppia, diluito con molta acqua. In questo modo si percepisce un colore unico, tono su tono con la carta.


Le immagini (pessime) sopracitate, mostrano la piccola ricerca fatta per il pittogramma/logotipia del progetto. La “o” e la “l” formano le foglie dell’ulivo, sostenute  da un segno netto, pieno, a simboleggiare la terra, le fondamenta. Una frase di richiamo e di ispirazione è stata “l’oro dei poveri”; questo dicono i nostri avi, riguardo all’importanza di questo prodotto. Si può notare anche un abbozzo della trama, utilizzata anche per la decorazione delle braccia del grembiule. In seguito, per rendere più accattivante l’etichetta, ho pensato di far interagire il vetro della bottiglia con la carta dell’etichetta e la sua logotipia. La soluzione più ovvia era quella di sagomare un’oliva o una goccia; perchè non tutte e due!? Quello che ne è uscito effettivamente sembra una nuova forma di stato materico, ma che fa il suo dovere.

La seconda proposta del grembiule è monocromatica e sfrutta la cromia dell’inchiostro e della carta. Un tono su tono da scatola di cioccolatini. Sicuramente mente percepibile del primo, ma di maggior effetto sul piano “glam”, grazie all’effetto donato dall’acrilico iridescente che in controluce dà il meglio di sé. Niente di nuovo, ma per una bottiglia d’olio sarebbe una novità. Provate voi a fare operazioni SWAT con il costume e la caciara di Arlecchino!? “Why so serious?”

In questo caso, la frase l’olio è l’oro dei poveri viene inserita di petto all’etichetta, in basso alla logotipia e nascosta dall’orda di “olio” che texturizzano il tutto, lasciando uno pseudo mezzo cerchio di respiro. Handcrafts Rulz!

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